L’Amanita muscaria, meglio conosciuta come ovolo malefico o ovolo delle mosche, è un fungo allucinogeno molto pittoresco e il suo aspetto è quello del tipico fungo rappresentato nella nostra società nei giochi di Super Mario, nelle emoji dei nostri cellulari o in Alice nel Paese delle Meraviglie.
Cos’è un Amanita muscaria?
L’Amanita muscaria, nota anche come fungo delle mosche, è un fungo appartenente al genere Amanita.
Le amanite muscarie sono famose per il loro aspetto appariscente, molto caricaturale, e per i loro effetti psicoattivi. Non è considerata una droga ricreativa sicura, poiché alcuni dei composti psicoattivi che contiene non funzionano come la psilocibina. Il suo effetto è più imprevedibile e può causare intossicazioni.
È uno dei funghi più conosciuti e facilmente riconoscibili, trattandosi di funghi rossi con puntini bianchi, che gli conferiscono un aspetto distintivo.
Caratteristiche principali dell’Amanita muscaria
L’Amanita muscaria si può distinguere facilmente osservando le seguenti caratteristiche:
- Cappello: di colore da rosso ad arancione, con macchie bianche sulla superficie. L’amanita muscaria può avere un diametro compreso tra 8 e 20 cm.
- Gambo: bianco e robusto, con un anello bianco nella parte superiore e una volva (una struttura simile a una “gonna” alla base del gambo).
- Spore: le spore dell’amanita muscaria sono bianche.

Dove si può trovare l’Amanita muscaria?
Il fungo Amanita muscaria cresce principalmente nell’emisfero settentrionale, ovvero nell’Europa continentale e soprattutto nel Nord Europa. Tuttavia, la presenza dell’Amanita muscaria è stata rilevata anche in Brasile, Sudafrica, Asia centrale e Nord America. In sintesi, è presente in tutto il pianeta.
Tra le sue preferenze ci sono i terreni acidi ad altitudini basse e alte, così come le stagioni estive e autunnali.
I luoghi più propizi per trovare l’amanita muscaria sono i boschi di conifere (pini, abeti…), di faggi o di betulle, ai piedi degli alberi perché è una varietà micorrizica.
Descrizione dell’Amanita muscaria
Questa specie vive in simbiosi con gli alberi: nel caso dei funghi, questa unione tra due esseri viventi si chiama micorriza, dalla quale traggono beneficio entrambi. L’Amanita muscaria apporta nutrienti e acqua all’albero (azoto, fosforo…) e quest’ultimo fornisce fruttosio al fungo.
Come abbiamo menzionato sopra, per quanto riguarda il suo aspetto, risponde al prototipo di fungo con il gambo bianco e il cappello rosso con puntini bianchi in rilievo. Il suo diametro misura solitamente tra 10 e 20 cm e l’altezza tra 20 e 30 cm.
Effetti dell’Amanita muscaria
Inizialmente, gli effetti sono energizzanti e stimolanti, per poi lasciare spazio a una sensazione di rilassamento e terminare con le allucinazioni.
I miti su questo fungo sono vari, come ad esempio che sia mortale, ma non è vero. In caso di ingestione, i rischi di morte sono minimi; probabilmente ve ne pentirete a causa della gastroenterite che provoca. Ma attenzione, perché se si esagera con le dosi, si può finire in coma.
L’Amanita muscaria può provocare la sindrome panterinica, associata a questo tipo di funghi. Compare tra i 30 minuti e le 2 ore dopo il consumo a crudo. I sintomi sono effetti sedativi e depressivi, nausea, vomito e, in alcuni casi, convulsioni, tutto questo combinato con allucinazioni: un cocktail esplosivo!
I responsabili sono i liquidi presenti nel fungo e, sorprendentemente, non sono la psilocina né la psilocibina. In questo caso si tratta di elementi tossici chiamati acido ibotenico, muscimolo, muscarina, mescalina e altri alcaloidi, presenti in quantità diverse in base al luogo in cui sono cresciuti.
Tuttavia, esistono molte varietà di funghi allucinogeni con psilocibina che si possono trovare in natura, le quali hanno anch’esse effetti diversi. Lo stesso vale per i nostri kit di coltivazione funghi della nostra Smartshop.

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Usi tradizionali dell’Amanita muscaria
Nonostante gli effetti collaterali piuttosto sgradevoli, sono sempre stati usati, e di fatto continuano a essere usati, in riti sciamanici, spesso estremi. Esempi chiari sono le cerimonie celebrate in India, Iran e Siberia. D’altra parte, gli indù li impiegavano per pregare il dio Soma ed erano protagonisti anche in riti meridiani, papuani e celtici.
L’unico modo per evitare quegli effetti indesiderati è non ingerire il fungo crudo; è meglio cuocerlo o essiccarlo prima e non mangiare il gambo. Un’altra alternativa è preparare infusi, oli o fumarlo. Vorremmo sottolineare che è importante non consumare funghi che non siano stati raccolti da professionisti, poiché molte varietà si somigliano e molte sono mortali.

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L’Amanita muscaria è commestibile?
Deve essere chiaro che l’Amanita muscaria non è commestibile nella sua forma cruda, a causa della sua tossicità. Contiene composti come l’acido ibotenico e la muscarina, che possono causare effetti tossici e allucinogeni se consumati senza un’adeguata preparazione.
Cos’è la muscarina?
La muscarina è una sostanza chimica che si trova in vari funghi, particolarmente nell’Amanita muscaria (fungo delle mosche). È un alcaloide tossico e psicoattivo che appartiene a un gruppo di composti noti come anticolinergici. Il suo nome deriva dal fungo Amanita muscaria, poiché è stata isolata per la prima volta proprio da questo fungo. Caratteristiche ed effetti:
- Azione sul sistema nervoso: la muscarina agisce sui recettori muscarinici del sistema nervoso parasimpatico. Questi recettori sono responsabili di varie funzioni automatiche nel corpo, come la regolazione della frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e le secrezioni ghiandolari.
- Attivando questi recettori, la muscarina può causare effetti come aumento della salivazione, sudorazione eccessiva, dilatazione delle pupille, diminuzione della frequenza cardiaca e pressione arteriosa bassa.
- Tossicità: se ingerita in grandi quantità, la muscarina può essere pericolosa. I sintomi di intossicazione da muscarina includono nausea, vomito, diarrea, sudorazione eccessiva, difficoltà respiratoria e persino la morte in casi estremi, sebbene la tossicità della muscarina nell’Amanita muscaria sia raramente fatale da sola.
Tipi di amanite

Il genere Amanita include una grande quantità di specie, molte delle quali sono altamente tossiche. Alcune sono letali, mentre altre possono essere commestibili o avere proprietà medicinali. Per questo motivo, è importante conoscere le differenze tra le amanite per evitare possibili problemi:
Amanita phalloides (tignosa verdognola)
L’Amanita phalloides è conosciuta come il fungo più velenoso del mondo, poiché è altamente tossica. Contenendo tossine amatossine che possono causare gravi danni epatici e renali, questo tipo di amanita può essere fatale se consumata.
Bisogna prestare attenzione perché, sebbene abbia un aspetto simile ad alcuni funghi commestibili (come l’Agaricus bisporus o prataiolo comune), la sua ingestione può essere mortale.
Amanita virosa (angelo della morte)
Conosciuta anche come angelo della morte, è molto simile nell’aspetto all’Amanita phalloides, ma di colore bianco, e contiene anch’essa amatossine. La sua ingestione è letale.
Amanita pantherina (tignosa bruna)
L’Amanita pantherina è simile nell’aspetto all’Amanita muscaria, ma con tonalità più marroni. Contiene le sostanze muscimolo e acido ibotenico, proprio come l’Amanita muscaria. Sebbene sia stata utilizzata in pratiche rituali, può causare intossicazione.
Esistono Amanite commestibili?
Sebbene si tratti per la maggior parte di Amanite velenose, la verità è che esistono alcune amanite commestibili:
- Amanita caesarea (ovolo buono): è una delle poche specie di Amanita considerata commestibile e deliziosa. Ha un cappello arancione brillante ed è molto apprezzata nella gastronomia, specialmente nella cucina mediterranea. Si distingue per la sua mancanza di tossine amatossine, a differenza di altre Amanite pericolose.
- Amanita jacksonii: si trova in alcune regioni del Nord America. Sebbene sia più rara dell’Amanita caesarea, è anch’essa considerata commestibile.
È importante conoscere tutte queste specie di Amanita per poterle distinguere ed evitare di ingerire un fungo velenoso per errore. Ricorda che, in fatto di funghi, una confusione può avere conseguenze nefaste.
Miti e leggende
L’ovolo malefico ha dato vita a vari miti nelle fiabe, diventando la casa di fate o gnomi. Di fatto, esiste una leggenda che le attribuisce persino l’origine di parte del folklore del Natale attuale. Si dice addirittura che i colori di Babbo Natale siano dovuti al rosso e al bianco dell’Amanita muscaria, che le renne mangino quei funghi e che la slitta volante sarebbe un’allucinazione, ecc. Insomma, preferiamo lasciare che traiate le vostre conclusioni al riguardo.


