Raccogliere il raccolto può sembrare il culmine di un lavoro meticoloso e costante svolto per mesi. Questa falsa credenza si basa sulla mancanza di conoscenza delle necessarie operazioni successive, volte a rifinire, essiccare e curare la marijuana, con l’obiettivo di potenziare gli aromi, i sapori e gli effetti di ogni varietà. Allo stesso modo, una volta ottenute cime perfettamente essiccate e curate, è possibile conservarle per mesi proteggendone le principali qualità organolettiche. Per questo, in questo articolo GB The Green Brand intende spiegare parametri di base, consigli e tecniche su come conservare la marijuana.
Dopo il raccolto: essiccazione, cura e conservazione
Proprio come il buon vino, anche la marijuana deve essere sottoposta a una serie di processi dopo la raccolta, al fine di massimizzarne le incredibili proprietà organolettiche e gli effetti. Una volta stabilito che le piante sono sufficientemente mature per essere tagliate, valutandone principalmente l’aspetto e le dimensioni, nonché la colorazione dei tricomi e il livello di resinatura, il lavoro del coltivatore prosegue con le ben note operazioni di cernita, essiccazione e stagionatura dei fiori.
Anche se la manicure può essere eseguita dopo l’essiccazione, il momento più consigliato è prima di tale processo, soprattutto se l’umidità relativa nell’ambiente è superiore al 60%. Tuttavia, farla dopo può rendere le cime più dense, ma d’altra parte richiederà più tempo per ottenere un materiale cannabico nelle migliori condizioni. Per questo, sono necessarie forbici a punta fine, vassoi e guanti per separare il materiale manicurato.

Successivamente, è necessario essiccare la marijuana, un lavoro che richiede pazienza, poiché la fretta si traduce spesso in un prodotto incompiuto o totalmente sprecato. Questo processo consiste nell’eliminare l’eccesso di umidità e ridurre il contenuto di acqua dal 75% al 15% dopo circa due o tre settimane. Per questo, deve essere eseguito in un luogo asciutto, buio e fresco, con una temperatura media di 20 °C e un’umidità relativa vicina al 50%.
Infine, il processo di cura è un lavoro ancora più importante, poiché è l’inizio della conservazione della cannabis. Per questo, si devono utilizzare barattoli di vetro ermetici per introdurre il materiale cannabico già essiccato, al 75% della loro capacità, lasciando un minimo di aria nella parte superiore di tali recipienti. Durante la prima settimana si devono aprire i barattoli più volte al giorno, mentre nelle settimane successive sarà ogni pochi giorni.
Come conservare la marijuana: parametri ottimali
In primo luogo, è importante che la zona predisposta per conservare le cime curate sia sufficientemente fresca, con una temperatura compresa tra 20 e 25 °C. Inoltre, è anche vantaggioso che sia il più asciutta e buia possibile, per cui è importante controllare i valori igrometrici e l’esposizione alla luce solare che riceve. In questo senso, ottenere tale oscillazione termica permette che i cannabinoidi e i terpeni non si degradino, né che subiscano una decarbossilazione più lenta a temperature inferiori.
Inoltre, è importante ottenere un’umidità relativa del 60%, che consente di ottenere le proprietà organolettiche di ogni varietà nel modo più adeguato possibile, impedendo al contempo la proliferazione di funghi come muffa grigia, peronospora o oidio, tra gli altri patogeni. Allo stesso modo, l’esposizione alla luce solare deve essere nulla, poiché i raggi UVA possono ridurre la produzione di terpeni e cannabinoidi, accelerandone la degradazione.

Allo stesso modo, è importante per favorire le migliori condizioni di conservazione della marijuana, che la stanza in cui sono conservati i barattoli con i fiori sia completamente pulita. Mantenere una corretta igienizzazione di tutti gli elementi presenti all’interno della sala di conservazione è essenziale per consentire un immagazzinamento sicuro, come ad esempio pulire i mobili e lavare il pavimento ogni volta che qualcuno entra nella stanza per osservare o manipolare le cime.
Barattoli di vetro ermetici per conservare la marijuana
Senza dubbio, il modo migliore per conservare la marijuana è utilizzare barattoli di vetro con chiusura ermetica. Dobbiamo scegliere il recipiente più adatto in base alla dimensione delle cime, sapendo che è importante non lasciare troppa aria che potrebbe seccare i fiori né schiacciarli, il che potrebbe far perdere parte della loro tanto desiderata resina.
È inoltre necessario che la filettatura faccia almeno tre giri per garantire un’adeguata ermeticità, e che non siano esposti alla luce, mantenendo i barattoli al buio. Un’altra opzione è utilizzare contenitori ermetici opachi, che impediscono completamente la ricezione luminosa da parte dei fiori curati. Si devono anche prendere precauzioni estreme contro la possibile comparsa di funghi o altri patogeni, eliminando, se del caso, il materiale infetto prima che possa diffondersi al resto.
Allo stesso modo, è altrettanto importante che gli articoli utilizzati per conservare la marijuana non siano di plastica, poiché questo materiale può accelerare l’invecchiamento del materiale cannabico, riflettendosi nella degradazione del THC, nella conversione in CBN e nella perdita delle principali qualità organolettiche.

Altri consigli per la conservazione della cannabis
La marijuana può essere conservata per mesi o addirittura anni, anche se il tempo di conservazione dipenderà anche dall’uso che se ne intende fare, anche se di norma il suo massimo splendore si raggiunge dopo cinque o sei mesi. In questo senso, esistono anche sacchetti di plastica specifici per il sottovuoto dei fiori, eliminando completamente l’eccesso di umidità e riducendo l’ossigeno presente. Questa tecnica è solitamente impiegata dai coltivatori commerciali, che privilegiano il risparmio di spazio e un trasporto più comodo e semplice.
D’altra parte, è anche un’opzione ricorrente conservarle in scatole di legno, che vengono utilizzate principalmente per la cura delle cime, soprattutto quelle di cedro, che offrono una minore porosità. Inoltre, è possibile acquistare scatole di legno con igrometro che consentono un maggiore controllo dell’umidità. Sebbene vengano utilizzate per un breve periodo di conservazione, va notato che il caratteristico aroma legnoso di questi recipienti può favorire migliori fragranze e gusti nel materiale cannabico.

Paradossalmente, esiste un acceso dibattito sulla congelazione delle cime di marijuana come metodo di conservazione. Sebbene alcuni coltivatori sostengano che questo metodo possa compromettere la qualità dei fiori, è possibile conservare il materiale cannabico nel congelatore per un periodo di 1-2 anni, a condizione che ciò avvenga con cura e senza toccare le cime. Logicamente, dureranno più a lungo ma le qualità organolettiche e gli effetti ridurranno il loro potenziale.
Pazienza e precisione per conservare la marijuana
Come avrete potuto constatare leggendo questo articolo, è vero che la cura e la conservazione della marijuana sono al livello dei trattamenti che ricevono i migliori vini. Per questo motivo, è necessario essere pazienti e non affrettarsi nelle operazioni di essiccazione e cura, e allo stesso tempo essere precisi per non sregolare i parametri necessari affinché le cime raggiungano il loro massimo splendore. Per questo motivo, conservare la marijuana una volta che ha subito tutti questi processi è altrettanto importante, poiché da tale conservazione dipenderà il mantenimento delle qualità organolettiche e degli effetti che tanto lavoro sono costati per molti mesi.


