Dietro ogni coltivazione si cela un metodo; un modo di fare le cose per ottenere ciò che si desidera. Il raccolto è molto importante per il coltivatore, poiché definisce il risultato di mesi di lavoro. Tuttavia, è logico e prevedibile che si verifichino degli errori, che sia per inesperienza o per mancanza di controllo. Gli errori di coltivazione più comuni nella coltivazione della marijuana fanno parte dell’apprendimento del coltivatore, e individuarli per evitarli è ancora più importante. In questo post commenteremo quali sono gli sbagli più abituali quando si coltiva cannabis.
Intervengono molti fattori quando si coltivano piante di marijuana: semi di cannabis, scelta del luogo, coltivazione outdoor o indoor, metodo di coltivazione, fertilizzanti da utilizzare, eccetera. Ognuno di questi è vitale per ottenere risultati decenti. Tuttavia, alcuni possono rappresentare una linea di demarcazione tra un piccolo problema facile da risolvere e la perdita parziale o totale del raccolto. Per questa ragione, spiegheremo i 10 errori più comuni nella coltivazione della marijuana, sia indoor che outdoor.
10 errori comuni nella coltivazione della marijuana
1- Una cattiva organizzazione della coltivazione
Questo passaggio è fondamentale quando si coltivano semi di marijuana, poiché evita altri possibili fallimenti. Tuttavia, molte persone commettono l’errore di far germogliare i semi senza aver nemmeno pensato a dove verranno coltivati. Indoor o outdoor, nel caso si scelga la prima opzione, non disporre di lampade di qualità per ogni fase, e altri fattori chiave. È molto importante non anticipare i tempi e pianificare bene il processo di coltivazione, passo dopo passo, per ottenere i risultati sperati.
2- Il nostro amato seme
Il seme è, probabilmente, la cosa più importante per la coltivazione. Se non lo conserviamo e curiamo nelle condizioni necessarie, non potremo nemmeno vedere i risultati. Tutti abbiamo un amico con un seme nel cassetto di casa, ed è evidentemente una scelta terribile.
L’importanza di conoscere la provenienza, il sesso e le preferenze di coltivazione segna la rotta della coltivazione. Può nascere un maschio e rovinare le altre, o una pianta troppo grande che non entrerà nell’armadio di coltivazione. Sono molteplici i fattori che devono essere seguiti alla lettera affinché la coltivazione cresca senza problemi.

3- Tutti a terra!
Più che un grido tipico dei rapinatori di banche, dovrebbe essere un richiamo all’attenzione per i coltivatori. Il terreno svolge diverse funzioni: è la casa delle radici, nutre la pianta e accumula i nutrienti affinché vengano assorbiti attraverso i follicoli. Ma molti coltivatori preferiscono investire poco in un substrato generico e investire in lampade di qualità o semi migliori. Grande errore, poiché questi substrati possono essere contaminati o non possedere le proprietà adeguate di ritenzione, drenaggio e qualità.
La cosa migliore è che ogni coltivatore prepari la propria miscela: torbe, fibra di cocco, humus, perlite e argilla espansa, un po’ di guano. Tuttavia, per chi non ha tempo, esistono molti substrati pronti con tutto ciò di cui questa amata pianta ha bisogno.
4- Pianta affamata
A questo punto, per quanto novizio sia il coltivatore, è chiaro che le piante richiedono molte cure. Una delle fondamentali è l’alimentazione tramite fertilizzanti e additivi. In base al tipo di seme e al metodo di coltivazione utilizzato, i fertilizzanti devono essere specifici e le quantità possono variare. Per evitare questo tipo di inconvenienti, la cosa migliore è seguire i passaggi menzionati in precedenza. E, inoltre, rispettare una regola molto semplice: né troppo né troppo poco.
Durante la coltivazione, molte persone pensano che le loro piante necessitino di grandi quantità di nutrienti. Questo può provocare una sovra-fertilizzazione, un problema serio; non si riusciranno ad assorbire tutti i minerali e i nutrienti, che rimarranno nel substrato bloccando le radici. D’altra parte, la mancanza di nutrienti può essere altrettanto letale. La misura giusta si può trovare nelle tabelle di coltivazione fornite dai produttori.

5- Acqua, acqua e ancora acqua
Attraverso l’acqua e il substrato arrivano i nutrienti essenziali affinché la pianta possa nutrirsi ogni volta che ne ha bisogno. Molti coltivatori novizi esagerano o sono carenti nell’irrigazione, e questo può causare seri problemi. Un eccesso di irrigazione inonda il substrato, riducendo l’aerazione delle radici e del terreno stesso. Inoltre, le radici si bloccano e non assorbono i nutrienti, il che porta alla comparsa di carenze.
In caso di grandi eccessi, le radici marciscono e la coltivazione va a rotoli. Al contrario, quando l’irrigazione è scarsa, i nutrienti non possono arrivare correttamente alla pianta, che si indebolisce e genera carenze. Inizia ad avere sintomi di malattia e le radici possono morire a causa della secchezza e del calore del substrato.
6- La distanza tra la lampada e le piante
Nelle coltivazioni indoor, le lampade agiscono come il Sole all’esterno, riproducendo uno spettro luminoso che permette alle piante di fare la fotosintesi e svilupparsi. Posizionare le luci in modo ottimale può fare una grande differenza tra il successo o il fallimento della coltivazione. La distanza tra le lampade e le piante è cruciale: troppo vicine danneggiano e bruciano le foglie superiori, provocandone la morte e frenando la crescita.
Al contrario, troppo lontane riducono la potenza luminosa ed è possibile che non venga assorbita abbastanza luce. Il consiglio è di tenere a portata di mano un termometro e regolare la distanza il più vicino possibile alla pianta, senza superare la temperatura ideale di 28 °C.

7- Conoscere il pH e l’EC al millimetro
Un altro degli errori più comuni nella coltivazione della marijuana è non controllare i valori dell’acqua. L’acidità e la sua elettroconducibilità sono fondamentali per il corretto funzionamento di tutta la coltivazione. La cosa più comune è utilizzare l’acqua del rubinetto direttamente; comodo, semplice ed economico. Tuttavia, a seconda della località, l’acqua è più acida (pH basso) o più alcalina (pH alto). I valori raccomandati di pH dipendono da ogni fase: in crescita devono essere tra 5,2 e 5,8, mentre in fioritura si raccomanda un valore tra 6,2 e 6,8. Allo stesso modo, l’EC dovrebbe essere in crescita a 0,8 – 1, e in fioritura a 1,2 – 2.
Non controllare questi valori può comportare dal blocco delle radici a molteplici carenze per mancanza di nutrienti. Per evitarlo, esistono liquidi regolatori, oltre a misuratori di pH ed EC specifici per ciascuno dei valori. Inoltre, è consigliabile utilizzare acqua distillata o osmotizzata, che hanno valori molto bassi e possono essere trattate più facilmente.
8- L’importanza di “mettere radici”
La radice rimane nascosta sottoterra, compiendo il “semplice” compito di nutrire ogni parte della coltivazione e dare vita ai preziosi fiori. Per questa ragione, è molto importante fare in modo che il suo sviluppo e il suo habitat siano perfetti. Se una coltivazione cresce e, dopo mesi, si nota che rimane piccola, è probabile che le radici non si siano sviluppate correttamente. L’assorbimento dei nutrienti, che dovrebbe aumentare, diminuisce, e la possibilità di ottenere fiori più densi svanisce.
Per evitare tutto ciò, è molto consigliabile applicare durante tutta la coltivazione prodotti per stimolare lo sviluppo radicale. Soprattutto quelli di origine organica, ricchi di batteri e funghi benefici per i follicoli e il terreno stesso. In questo modo, le radici rimangono sane e forti.

Coltivatore impaziente è uguale a marijuana poco decente
La fase di fioritura si avvicina alla fine, dopo mesi di coltivazione, concimi, tempo e coccole. Si può verificare come le piante stiano formando i fiori, con quell’aroma caratteristico e le sfumature di ogni varietà. Un grande errore, comune, nella coltivazione della marijuana, è pensare che quando vedi le cime grandi devi tagliare. È lì che devi tenere le mani in tasca e aspettare. Il processo di maturazione della marijuana è importante per eliminare la clorofilla e convertire i cannabinoidi acidi in composti come il THC o il CBD.
Un raccolto in anticipo può provocare risultati indesiderati: sapore mediocre o praticamente infumabile, un eccesso di clorofilla o effetti insoddisfacenti. La cosa migliore è aspettare finché la pianta non ha i tricomi per metà bianchi e per metà marroni, per procedere all’essiccazione.
Le maledette piaghe
Sia indoor che outdoor, in climi freddi o caldi, le piante non sfuggono alle terribili piaghe o alla comparsa di funghi. Si tratta di un problema che ogni coltivatore, novizio o esperto, deve superare e/o combattere. Gli insetti e i funghi possono provocare la perdita di un intero raccolto in poco tempo, se non si adottano misure preventive.
La cosa principale è una stanza o un ambiente pulito, con una temperatura adeguata e la giusta umidità affinché le piante crescano sane. Inoltre, l’uso preventivo di insetticidi naturali come il Neem o la Propoli rappresentano una difesa aggiuntiva contro questi invasori. È anche opportuno controllare quotidianamente, alla ricerca di problemi o segni di invasione.
Prevenzione e cure per una coltivazione di successo
Gli errori più comuni nella coltivazione della marijuana si possono risolvere. Serve solo pazienza e controllo, poiché la pianta farà il possibile per andare avanti. Un’irrigazione rigorosa con i nutrienti necessari, la migliore illuminazione e ventilazione, un substrato adeguato e i livelli di umidità e temperatura ottimali. Alla fine, la coltivazione richiede tempo e voglia di ottenere i migliori risultati.


