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Tratamiento de la botrytis paso a paso

La coltivazione di marijuana è un processo lungo che richiede dedizione e tempo per ottenere buoni risultati. Tuttavia, ci sono casi in cui un patogeno esterno potrebbe compromettere il raccolto nonostante le attente cure del coltivatore. Uno di questi casi è la botrite nella marijuana, molto comune nelle piante di cannabis e altrettanto dannosa. In questo articolo si possono trovare tutte le informazioni necessarie per riconoscere, prevenire o trattare questo fungo prima che comprometta i raccolti futuri.

Cos’è la botrite?

La “Botrytis cinerea” è uno dei funghi più nocivi che può attaccare la marijuana. Viene anche chiamata muffa grigia poiché si manifesta sotto forma di cotone biancastro, che col tempo diventa grigiastro e color caffè. D’altra parte, è molto complicata da rilevare, rendendosi visibile settimane dopo il suo arrivo nella coltivazione ed essendo in grado di far perdere l’intero raccolto.

Nonostante possa attaccare in qualsiasi fase della coltivazione, la maggior parte delle volte lo fa nella fase di fioritura, quando le cime sono già formate. Questo perché la botrite è un fungo che si presenta in zone con umidità elevata, introducendosi nei fiori della marijuana ed espandendosi rapidamente.

Come riconoscere la botrite?

Poiché la botrite viene solitamente rilevata in ritardo, l’opzione migliore è prevenirla. Per fare ciò, bisogna avere ben chiare le situazioni in cui la botrite è più frequente. Inoltre, il controllo periodico delle piante di marijuana ci aiuterà a rilevare il problema in tempo prima che si espanda per tutto il raccolto. Per identificare questo fungo bisogna cercare macchie marroni, irregolarità nel tronco, piccole foglie nelle cime formate che improvvisamente si seccano e muoiono, foglie disidratate o fiori che presentano strati cotonosi grigiastri.

Il principale richiamo per l’arrivo di questo fungo è l’umidità elevata. All’esterno, la botrite appare in zone piovose, climi umidi o dove non ci sono correnti d’aria. Pertanto, bisogna tenere molto in considerazione dove si coltiva per agire di conseguenza. Anche la selezione dei semi è molto importante per coltivare piante che sopportino meglio le condizioni della zona o che dispongano di difese elevate contro questi patogeni.

Per questo, se coltivi all’esterno e sono previsti temporali o diversi giorni di umidità, è importante sapere come proteggere le piante dalla pioggia prima che le cime accumulino troppa acqua.

In ogni caso, esistono segnali abbastanza chiari, sia per la coltivazione indoor che outdoor, per identificare la botrite. Di seguito, vengono mostrati alcuni esempi.

Tratamiento botrytis

Botrite nella coltivazione outdoor

Nelle coltivazioni outdoor la fase più suscettibile al contagio da parte del fungo botrite è quella degli ultimi 15-20 giorni prima del raccolto, quando le piante solitamente hanno cime già ben formate e compatte. I fiori, essendo quasi maturi, solitamente hanno poca circolazione d’aria al loro interno, pertanto, se si bagnano con la pioggia dovremo monitorare molto da vicino il loro stato.

Normalmente si considera normale perdere un 5-10% del raccolto outdoor a causa di questo fungo, poiché in natura è molto presente. Vale la pena ricordare che la cosa migliore sarà rilevare ed eliminare qualsiasi parte colpita prima della fase di essiccazione e concia, poiché le parti colpite possono espandersi molto rapidamente nei giorni successivi.

Botrite nella coltivazione indoor

Per quanto riguarda la coltivazione indoor, è consigliabile lasciare spazio tra le piante, evitare che le foglie si attacchino l’una all’altra e avere un corretto controllo dell’umidità e della temperatura. Inoltre, la presenza di ventilatori o condizionatori aiuterà nella prevenzione di questo fungo.

Infine, la botrite può anche apparire durante l’essiccazione, essendo fondamentale non posizionare le cime troppo vicine l’una all’altra per favorire il passaggio dell’aria. È anche frequente durante la concia se non ci assicuriamo che i fiori siano asciutti prima di metterli nei contenitori scelti.

Come prevenire la botrite?

Una volta riconosciuta la presenza della botrite nella coltivazione di marijuana, è conveniente prendere provvedimenti il prima possibile per evitare che si propaghi per tutta la coltivazione. Sebbene si dica che è meglio prevenire che curare, in questo caso il detto non potrebbe essere più azzeccato.

Le potature

Uno dei trucchi consigliati per evitare al massimo l’arrivo di qualsiasi fungo è eseguire una potatura apicale. Con questa, la cima centrale (che è la più ricercata dalla botrite nella marijuana) si divide in diverse cime più piccole, che quindi contengono meno umidità e sono più aerate.

D’altra parte, è anche favorevole applicare la potatura lollipop. I rami bassi della pianta di cannabis sono solitamente quelli che assorbono più umidità, poiché non ricevono tanto sole e aria quanto quelli superiori. Per questo motivo, se si pota si riduce l’umidità nelle piante e, inoltre, si massimizza la produzione nella parte superiore.

Utilizzare fungicidi come preventivi

I coltivatori esperti sostengono da anni che, come ben dice il detto popolare, è meglio prevenire che curare. Pertanto, l’applicazione di fungicidi preventivi fin dalla fase di crescita della pianta sarà di grande aiuto per non doverci preoccupare dell’arrivo di patogeni che distruggano il nostro raccolto.

Un’ottima opzione è Fungi Boom, un prodotto completamente naturale realizzato a base di equiseto, silicio ed equisetonina, composti altamente tossici per i funghi che ne evitano la comparsa. Inoltre, può essere utilizzato sia come preventivo che come curativo.

D’altra parte, si possono utilizzare anche trattamenti casalinghi più economici per evitarla, come l’olio di Neem, il latte (scremato + acqua) o un fungicida all’aglio (mescolato con acqua bollente).

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Trattamento contro la botrite

La verità è che, nella maggior parte delle situazioni, una volta scoperta la botrite nella marijuana è già troppo tardi per agire. Nel caso in cui sia stata rilevata in tempo, e tenendo conto che solitamente si presenta nella fase di fioritura, l’unica soluzione è tagliare il ramo 5 o 10 centimetri sotto la cima colpita. Questo processo deve essere eseguito con attenzione, poiché un movimento brusco nei calici può trasportare le spore al resto della coltivazione. Infatti, è consigliabile coprire la zona infetta con un sacchetto della spazzatura per evitare il traffico di queste cellule.

Da quel momento in poi bisogna avere un controllo esaustivo dell’umidità nei processi di essiccazione e concia, poiché è possibile che ci siano spore inattive nelle cime sane e, se le condizioni tornano ad essere propizie, la botrite può tornare a svilupparsi.

Si devono consumare le cime infette?

È molto comune che, dopo mesi di dedizione, la botrite infetti la coltivazione nella sua fase finale. Questo fa sì che molte persone, spinte dalla disperazione di essersi sforzate invano, si chiedano se si possano e si debbano consumare queste cime. La risposta è chiara: no. L’introduzione delle spore dei funghi nei nostri polmoni può provocare gravi problemi di salute come la polmonite o l’aspergillosi.

In molti forum su Internet si dice che, se asciughi le cime al sole, la botrite andrà via. Altre persone raccontano che si possono usare questi fiori per estrazioni. Niente di più lontano dalla realtà. Se la botrite ha infettato le cime, bisognerà sbarazzarsene immediatamente. Questa esperienza aiuterà a essere più attenti e preventivi nei raccolti successivi, ma non si deve mai giocare con la propria salute.

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Erik Collado Vidal

Con más de 10 años de experiencia en la industria del cannabis, sus experiencias y aprendizaje son la base del éxito de GB The Green Brand.

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